11
Lug
08

Caro libri: tutt’altro che risolto

Non sembra aver dato grossi risultati l’intesa (a volte immeritatamente) annunciata da Maria Stella Gelmini, tra il MIUR e l’AIE (Associazione Italiana Editori) sul costo eccessivo dei libri di testo. Secondo un’indagine condotta da Repubblica, infatti, la situazione per l’anno scolastico 2008/09 è tutt’altro che rosea: a fronte dei 300 euro circa previsti per le prime classi dei licei classici e scientifici, giusto per fare un esempio, le famiglie italiane dovranno spenderne invece fino a 500, vocabolari esclusi.

Dopo i tetti di spesa fissati a febbraio dal Ministro Fioroni e i recenti accordi tra AIE e Ministero, non abbiamo notato nessun miglioramento. E così, in attesa di un “ottobre rosso” nelle scuole italiane, che si prospetta come un vero e proprio ciclone di protesta, già ora possiamo prevedere un’escalation di polemiche su un problema che esiste e che è tutt’altro che facile da risolvere.

E mentre l’Associazione librai italiani lancia una petizione per la detrazione fiscale delle spese dei libri di testo, il nuovo Ministro all’Istruzione promuove una campagna chiamata “operazione trasparenza”: tramite un link AIE, le scuole possono spiegare online alle famiglie perché sono stati sforati i libri di testo. Dinanzi alle polemiche suscitate dall’inchiesta, il Ministro risponde ribadendo la necessità di maggiore vigilanza da parte dei dirigenti scolastici, mentre studenti e consumatori si schierano a favore del comodato d’uso e di maggior potere decisionale alle famiglie.
Senza voler entrare in polemiche inutili, sarebbe forse bene porsi qualche domanda.

Non è forse più utile procedere a un’applicazione della norma più rigida, spiegando ai dirigenti scolastici in base a quali canoni rientrare nei tetti? Come si pretende altrimenti che questi possano intervenire?
Altrimenti potremmo facilmente prevedere un’area “trasparenza” nella quale l’unico dato di fatto è l’impossibilità dei dirigenti scolastici di adattare, senza alcuna direttiva, una normativa che sconvolge letteralmente l’assetto attuale. Qualsiasi provvedimento, a discrezione della singola scuola, danneggerebbe ulteriormente la situazione critica di incertezza e mancanza di uniformità in cui la scuola-azienda versa dopo l’autonomia, e darebbe probabilmente luogo a provvedimenti fallimentari. Non è molto sensato lasciare le autonomie scolastiche al proprio destino, dire: “adesso confrontatevi col mondo”, senza aver fornito loro gli strumenti necessari per operare.

Né il Ministero può limitarsi, di fronte ai dati sconcertanti che sono emersi, a invitare i Dirigenti Scolastici al confronto, senza prese posizione o atti risolutivi. Se assistiamo, infatti, a liste interminabili con più di 20 libri di testo, libri da costi esagerati (grammatiche di greco da 57,8 euro), due o tre libri per ogni materia, la maggior parte dei quali non si utilizzeranno mai e, nella maggior parte dei casi, per materie, con tutto il rispetto, di secondaria importanza, allora non può essere un problema isolato di cui il singolo dirigente è chiamato a rispondere né dettato dall’incapacità del consiglio di classe.
I casi sono due:

1) il Ministero non prevede un programma e degli strumenti per l’attuazione effettiva della normativa, e quindi tocca alla Gelmini rispondere a questo problema invece di aprire aree web

2) la normativa vigente sui tetti di spesa, se non affiancata da una linea dura nei confronti degli eccessi dell’editoria e delle eccessive libertà che questa detiene (che il Ministro sembra ben lungi dal contrastare), non basta a garantire un abbassamento reale dei costi dell’istruzione.

Personalmente, ritengo che stiamo assistendo a entrambi questi problemi. Se da un lato, quindi, bisognerebbe pensare a una politica seria di applicazione della normativa, dall’altro il Ministero dovrebbe prendere coscienza che è necessario incidere ulteriormente sull’editoria, limitando la frequenza con cui i libri di testo sono cambiati, abbassandone i costi, applicando una politica di controllo più ferrea, fornendo indicazioni maggiormente precise alle autonomie, favorendo una maggiore partecipazione di studenti e famiglie nella scelta dei criteri di didattica e delle adozioni, incentivando il comodato d’uso. E sembra essere proprio il comodato d’uso dei libri di testo la scelta preferita dai consumatori, purtroppo ancora molto limitata. Si tratta probabilmente della soluzione migliore, che richiede tuttavia di interventi a 360 gradi.

Come possiamo, infatti, pensare di poter abbattere i costi dell’istruzione in questo stato? Ci dicono che il comodato d’uso è una soluzione difficilmente applicabile perché costa troppo. Al di là del fatto che vi sono molti esempi che attestano il contrario, mi chiedo: se il carico di libri annuale ha questi numeri, ce ne possiamo forse stupire? Causa principale, il cambio delle edizioni da parte delle case produttrici con la media di anni peggiore d’Europa: circa 2, contro i 4 dell’UE e i 6 della Germania. Tale situazione da anni solleva le polemiche dell’opinione pubblica e le attenzioni dell’Antitrust, ma nulla è ancora stato fatto al riguardo. E’ questo il punto principale su cui intervenire, anche se il Ministro non sembra aver colto questa necessità. Sottolineo al riguardo come Federico Motta, il presidente dell’AIE, abbia apprezzato le attenzioni che il MIUR riserva agli editori, attaccando la passata gestione Fioroni, che almeno su questo punto sembrava fare passi avanti. Rischiamo la deriva verso una società plutocratica dove l’istruzione venga negata alle classi meno abbienti.

In attesa di assistere a successivi sviluppi, per noi studenti, nelle nostre scuole, la partita si riaprirà a settembre, quando saremo pronti a scendere in piazza per la difesa del diritto di ognuno ad avere un’istruzione.

Questo articolo ti è piaciuto? Allora segnalalo al tuo social bookmarking preferito!

Scegli tra Digg, del.icio.us, Facebook, Technorati, Google Bookmarks, Strumbleupon, Yahoo e Windows Live


Digg!

Questo blog si avvale di servizi web 2.0 estranei alla propria piattaforma


0 Risposte a “Caro libri: tutt’altro che risolto”



  1. Ancora nessun commento.

Lascia un commento




Netizen

Fusione tra “Internet” e “citizen” (in inglese cittadino). Cittadino del web, usa internet per diffondere libera informazione. Si definiscono così i coraggiosi blogger e internauti cinesi nemici del regime. Mi definisco così per un web democratico in un'Italia a rischio censura. Clicca qui per saperne di più

Io faccio la spesa giusta ‘09

Resta aggiornato con la Newsletter o i Feed RSS

Iscrivi ai Feed RSS degli articoli e dei commenti con un aggregatore di feed o via Email! Cos'è un Feed RSS? Per scoprirlo fai clic qui.

L’autore – David De Concilio

Questo blogger:

Legge l’Unità

L'Unità

Crede in un’Italia diversa

Partito Democratico

Combatte per gli studenti

Crede nella libera informazione

Naviga liberamente con Mozilla Firefox

Mozilla Firefox

Scrive liberamente con OpenOffice

 Use OpenOffice.org

Boicotta Coca-Cola e McDonald’s

Dal 1989 ad oggi il sindacato colombiano SINALTRAINAL ha subito decine di sequestri, torture, minacce di morte, sfollamenti forzati, montature giudiziarie.

8 leader sindacali sono stati assassinati

Coca-Cola Company è accusata di essere responsabile di questa campagna repressiva attuata per mezzo degli "squadroni della morte" dei paramilitari colombiani

I miei link

Aggiungimi ai tuoi segnalibri

Questo blog ti piace? Ritieni che possa esserti utile? Condividi quel che dico? Allora. se usi qualche servizio di bookmarking (del.icio.us, myspace, facebook, etc.), aggiungimi ai tuoi sengalibri!

Il mio profilo su Facebook

Profilo Facebook di David De Concilio

Contattami

De Rerum Dei – My own private atheism

"Non è che non accetti Dio, comprendi, ma il mondo da Lui creato, è il mondo di Dio che non accetto e non posso risolvermi ad accettare."

Ivan F. Karamazov

"Affirmanti incumbit probatio"

Detto latino

Archivio

Disclaimer

I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons

Clicca qui per leggere