Torniamo dunque a parlare di iPhone: non suscita buon umore, nella community del software libero, il nuovo iPhone della Apple, che sta andando già a ruba sui mercati di tutto il mondo. “5 reasons to avoid iPhone 3G”: ecco il titolo del commento della Free Software Foundation e di Richard Stallman (per chi non lo sapesse, l’icona mondiale del software libero, creatore del progetto GNU) sul nuovo telefonino di Steve Jobs. 5 motivi per evitare l’iPhone 3G. Eccoli uno per uno:

- iPhone blocca completamente il free software. Gli sviluppatori devono pagare una tassa a Apple, la sola autorità in grado di decidere cosa possa funzionare sul telefono;
- iPhone sostiene e supporta la tecnologia Digital Restrictions Management(DRM);
- iPhone fornisce modi per tracciare i comportamenti degli utenti senza informarli;
- iPhone non permette di leggere formati DRM-free come Ogg Vorbis e Theora;
- iPhone non è l’unica opzione. Ci sono alternative migliori come Freerunner che rispettano la libertà degli utenti, non spiano, permettono di leggere formati liberi, e consentono di usare software libero.
Considererei le motivazioni addotte dalla FSF come più che valide, anche perché sul mercato si presenta un nuovo, validissimo concorrente: si chiama Freerunner (nell’immagine) ed è il nuovo che avanza nel mercato della telefonia mobile open source. Alcuni lo definiscono l’erede del Neo 1973, fatto sta che si tratta di uno smartphone linux di seconda generazione, prodotto dalla OpenMoko.
Possiamo definire Freerunner l’alterativa libera all’iPhone: è simile a questo per alcune caratteristiche, ma Gnu/linux based, supporta quindi tutto software libero, che lo rende eticamente più giusto e modificabile a nostro piacimento senza dover sottostare alle restrizioni di qualche casa produttrice.
E non dimentichiamo una ragione non certo marginale, considerati i recenti prezzi dell’iPhone, per preferire Freerunner: il prezzo. 320 euro contro i 500 del dispositivo Apple!
L’uscita di questo interessante prodotto, avvenuta il 7 luglio, di cui avevo sentito parlare a gennaio ma di cui la mia mente si era dimenticata, mi è stata segnalata da un amico in un commento.
Per ora può essere ordinato solo online, e per quanto riguarda le impressioni, ha da invidiare all’iPhone solo una certa esperienza: i software disponibili per FreeRunner non sono moltissimi, se si considera l’ampia offerta della Apple.
Come ogni progetto open source che si rispetti, anche questo nuovo smartphone ha bisogno di affermarsi e crescere e certamente il contributo di ognuno può essere in tal senso decisivo. Riassumendo quel che ci dicono i guru del software libero, siamo di fronte a una scelta: forse Freerunner non sarà carino e chic come l’iPhone né ancora una valida alternativa (per quanto abbia un ottimo aspetto), ma ha un punto di forza: è supportato da una comunità mondiale di persone, non da un’unica compagnia di marketing disonesta e restrittiva come la Apple. Possiamo usare i nostri soldi per comprare qualcosa di più carino in superficie, o possiamo spendere di meno, appropiarci della nostra libertà e appoggiare un tipo di business migliore. Se anche voi volete un business che sia etico, allora non abbiate dubbi sulla vostra scelta: FreeRunner è lo smartphone che fa per voi, il tempo ci premierà se da oggi, anche in questo, costruiamo un futuro migliore!
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Concordo con l’appoggiare il software ed i prodotti open source, ma definire la Apple una società disonensta e restrittiva mi sembra alquanto esagerato.
La casa di Steve Jobs non ha mai promosso politiche propietarie come Microsoft per le librerie ActiveX o per altri milioni di esempi. Negli ultimi anni la mela sta sfornando software di alta qualità ed incredibilmente stabile (vogliamo parlare di Vista, invece?) e l’iPhone è un prodotto di alto interesse ingegneristico. Se poi in Italia due affaristi come Tim e Vodafone decidono di venderlo a quei prezzi non è certamente colpa di Jobs, che in America ed in molte altre parti del mondo l’iPhone lo vende a 199$.