Dopo le assurde parole di ieri pronunciate da Umberto Bossi contro l’inno di Mameli e l’unità d’Italia, ecco che il Ministro delle Riforme (ebbene sì, strano a dirsi che ci sia un ministro così, vero?) torna all’attacco contro l’inno della nostra Nazione: “A me l’Inno di Mameli non è mai piaciuto, fin dai tempi della scuola, preferisco la canzone del Piave…quella che fa ‘Il Piave mormorava calmo e placido…Quella è una canzone di popolo, è più vicina alla Marsigliese”. Parole sconcertanti e senza senso, ma non pre questo da sottovalutare. “Adesso sono tutti pronti a saltar su una cosa così, detta davanti ad una platea come quella veneta che è calda, nella concitazione del momento. Ma certamente a me l’inno di Mameli non piace. Il poeta usò questa frase, schiava di Roma che non ho mai sopportato…il problema è sul contenuto, non sull’inno in quanto inno d’Italia. le parole dell’Inno non mi piacciono e l’ho sempre detto..”

Tipico bovino sostenitore della Lega Nord
E ancora“Quella parola, schiava…non la sopporto. Noi siamo per abolirla la schiavitù in ogni sua accezione. E così ho anche detto che il nord, la Lombardia, il Veneto mica possono essere schiavi di qualcuno…E allora perchè non usare come inno quella canzone del Piave che mi ha sempre commosso? Quella è popolare, trascinante, somiglia, come intonazione e come senso patriottico, alla Marsigliese”.
Al di là dell’idea matta e insensata di cambiare l’inno nazionale, di una nazione peraltro in cui non si riconosce, e degli attacchi incostituzionali e crminali di Bossi all’Italia, bisogna osservare che il senatur ha cercato di raddrizzare la rotta dopo parole ben più preoccupanti che quelle all’inno, in cui ipotizzava la “liberazione” della Padania con la forza. Viene da chiedersi: veramente basta così poco per conferire accettabilità alle parole del leader leghista? E veramente noi italiani, che tali ci sentiamo (anche se dall’ultima tornata politica mi vergogno sempre più di questo Paesei), concediamo a questo illustre personaggio l’impunità per frasi che meriterebbero non solo un attacco formale, ma provvedimenti seri?
Né l’opposizione, al di là dell’attacco formale, sembra fare molto. Veltroni dichiara: alla festa de l’Unità da ora a chiusura risuoneranno le note dell’inno di Mameli. Ok, bella roba, un’ottima idea dimostrativa.. ma ci fermiamo qui? Mi sembra sempre più che nell’opposizione manchi il senso della drammaticità di questi eventi, e la mancanza di coscienza è il primo passo verso la sottomissione. Uno scenario che non voglio neanche immaginare.
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anche a me il testo dell’inno italiano non piace, ma non per questo gli mostro il dito medio, considerando poi che non sono un ministro!!! oramai in Italia non ci si indegna piu’per nulla, e quando il presidente della repubblica apre bocca, lo fa per dire cose scontate e senza senso. ciao david
Certamente le parole di Bossi non sono che un maldestro tentativo di evitare scontri in maggioranza e allo stesso tempo di ribadire le sue parole. Hai ragione, l’opinione pubblica qui non si stupisce più di nulla, né la semplice cittadinanza, né l’opposizione (che non svolge in maniera seria il proprio ruolo), né tantomeno le alte cariche istituzionali, che dovrebbero svolgere il loro mandato indipendentemente dalle idee politiche. Ne abbiamo alcuni, come Bossi, che sbraitano cose inaudite, e altri, come Napolitano, che non mostra la determinazione necessaria e resta a recitare una farsa istituzionale, con messaggi troppo velati rispetto a quel che dovrebbero essere, contrariamente al Presidente Ciampi al suo tempo. Non so dove arriveremo, forse si estenderà anche a noi la politica del Comune di oria