Beh, che dire, complimenti: ce l’hanno fatta. E’ bastato un Consiglio dei Ministri e un decreto legge per distruggere dieci anni di scuola italiana, per annullare le nostre conquiste studentesche e cancellare il lascito storico del Sessantotto.
Torna, infatti, a pesare la valutazione del voto in condotta: per essere promossi serve la sufficienza, con il 5 si boccia e il comportamento, quindi, fa media.
E’ stata annullata una delle grandi conquiste del movimento studentesco, è stata deturpata la Carta principale dei nostri diritti, lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, il frutto di anni di contestazione e proteste, violentato ora dalla politica repressiva di questo centrodestra.
Il decreto, infatti, è contrario allo Statuto! Questo afferma chiaramente che “nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto” all’articolo 4 comma 3.
Lo Statuto, inoltre, assicurava perfettamente la possibilità di contrastare il bullismo, era un equilibrio perfetto di diritti e doveri, tramite le sanzioni disciplinari. Una sanzione non è connessa al profitto e non è una valutazione, quindi lo studente ha diritto di fare ricorso a un Organo di Garanzia se ritiene che la sanzione sia sbagliata e nei casi di bocciatura viene giudicato da un organo imparziale come il Consiglio di Istituto. Il voto in condotta, invece, è una semplice valutazione e ogni possibilità di far valere i propri diritti e fare ricorso non esiste, inoltre si viene giudicati dal Consiglio di Classe. Comodo, no?
Perché il Ministro vuole questo? A quanto dice, per combattere i fenomeni di bullismo. La Gelmini è convinta che con la repressione si combattono problemi del genere, non è capace di capire che quello che serve alla scuola italiana è educazione, non rappresaglie fasciste al posto della prevenzione. Non è instaurando un regime di terrore nelle scuole che si crea sicurezza: è insegnando il rispetto, cosa che probabilmente il Ministro non capisce.
La Gelmini ha tradito la fiducia degli studenti: ci aveva assicurato un provvedimento discusso con le associazioni studentesche e il parlamento, anche se in tempi più lunghi, garantendo il dialogo. Non con una manovra antidemocratica e autoritaria!
Negano il diritto di ogni studente di essere valutato in base a un criterio oggettivo che è il proprio profitto in ciò che apprende, ricattandolo e facendo pesare sulle sue spalle la tacita minaccia di una valutazione del tutto contestabile e personale che è quella comportamentale.
Questo decreto sarà uno strumento nelle mani di presidi e docenti, per colpire chi più sensibile verso i problemi della scuola, politicamente impegnato o critico verso qualche professore
Vogliono una scuola dove non si pensi, dove nessuno sia più libero di professare le proprie idee, dove siano gli altri, i professori, a dirci cosa credere e cosa dire, dove nessuno abbia i diritti inalienabili che la nostra stessa condizione di cittadini ci garantisce!
A TUTTO QUESTO DICIAMO NO! Noi studenti, innanzitutto nella nostra città di Agropoli, raccogliamo l’invito delle associazioni studentesche a scendere in piazza contro questo decreto-vergogna! Me ne assumo la responsabilità da rappresentante degli studenti e assicuro che non accetteremo di restare inascoltati!
SARA’ LINEA DURA NEI CONFRONTI DI QUESTO GOVERNO, CI PREPARIAMO A UN “OTTOBRE ROSSO” DI PROTESTA! LA MINACCIA DI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI NON CI IMPEDIRA’ DI DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI. SCENDEREMO IN PIAZZA PER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE A CHI CI IGNORA E PENSA DI POTER DECIDERE PER NOI E DI NOI! RESISTENZA VERSO CHI CI OPPRIME, RESISTERE E’ UN NOSTRO DIRITTO E DOVERE, NESSUN SOPRUSO SULLE NOSTRE LIBERTA’ SARA’ ACCETTATO!
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Ci sarà da lottare…. ma, se e solo se uniti, avremo possibilità di successo in questa Italia aizzata al terrore dai neo-fascisti…
Salus,
Tommaso
Infatti proprio per questo vorrei e proporrò, in seno alle proteste del prossimo anno, iniziative congiunte per quanto riguarda il nostro territorio di agropoli-capaccio-roccadaspide-eboli, come attivi, manifestazioni, mobilitazioni, momenti di discussione, iniziative, nella speranza di trovare la collaborazione dei rappresentanti (nella Consulta e non solo) e di tutti gli studenti.
Da svidanija
David